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· 5mo ago

Differenze Nord - Sud (Italy)
Nell'estate del 2018 crolló il ponte Morandi. Nei mesi successivi furono controllati tutti i ponti italiani nel timore di crolli come a Genova.
A Capua fu chiuso il ponte "nuovo" sul Volturno (porta Roma) costruito dagli alleati alla fine della II Guerra Mondiale. Il traffico auto fu deviato sull'antico ponte romano ristrutturato.
Sono passati 8 anni, il ponte Morandi é stato ricostruito e quello di Capua é ancora chiuso.

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Feddit Un'istanza italiana Lemmy | Benvenuto nel Poliverso

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· 6mo ago

Al mare o in montagna un libro serve sempre!😄

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Libri - Gruppo Forum | Benvenuto nel Poliverso

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· 9mo ago

Il racconto della settimana. È dura la vita di un reporter: inventarsi stratagemmi per evitare querele. Ecco un esempio --->
https://caserta24ore.blogspot.com/2024/06/libriamoci-il-racconto-della-settimana.html

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Libriamoci. Il racconto della settimana: "La scuola corrotta"

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· 9mo ago

Il racconto della domenica: “La maledizione del tesoro dei briganti”, la pretarella e l'Alzaimer
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Il racconto della domenica: "La maledizione del tesoro dei briganti", la...
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Il racconto della domenica: "La maledizione del tesoro dei briganti", la...

La pretarella custodiva un segreto: quello dei tesori dei briganti, frutto delle razzie nelle case dei ricchi, nascosti nelle campagne per il timore di essere giustiziati se colti con le mani nel sacco. Le pretarelle erano donne ch...

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· 9mo ago

Una lingua comune per l’Europa: lo spagnolo?
https://noblogo.org/caserta24ore/buna-lingua-comune-per-leuropa-lo-spagnolo
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· 8mo ago
Una pallina di plastica trovata dentro una lattina di birra: lettore segnala un possibile incidente in fase di imbottigliamento https://caserta24ore.blogspot.com/2026/02/una-pallina-di-plastica-trovata-dentro.html @diggita@mastodon.social@news@hexbear.net@news@feddit.it@noticiastvbr A plastic ball found inside a beer can: reader reports a possible incident during bottling A reader reported an unusual and potentially concerning incident: after pouring the contents of a beer can into a glass, he discovered a small plastic ball inside the can. The man, who chose to remain anonymous, said he drank the first portion of the beer without noticing anything; only after pouring the rest of the liquid did he notice an unusual object at the bottom of the can. Concerned it might be something dangerous, he immediately opened the container with a knife: the plastic ball then emerged, visible in the photo attached to the report. “I was reassured to see it was not a potentially harmful object,” the reader said. “However, I believe this was an error that occurred during the bottling or packaging phase. Such an incident should not happen, especially considering that products of this type are consumed directly by people of all ages.” The reader admitted he did not think, at the time of opening, to record the incident on video. “At that moment, I was focused solely on verifying the nature of the object,” he explained. “Later, I wondered whether it made sense to document the event to send it to the manufacturers. In the end, I decided to report the case anyway, hoping they can adopt preventive measures to avoid more dangerous objects ending up in cans in the future.” The report was sent directly to the manufacturer, with the hope that quality controls along the production chain will be strengthened. The incident raises questions about the safety of industrial processes and the need to ensure that food products are free from accidental contamination.
Una pallina di plastica dentro una lattina di birra: lettore preoccupato segnala
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Una pallina di plastica dentro una lattina di birra: lettore preoccupato segnala

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· 7mo ago
«L'unico bicchiere che non fa male è quello d'acqua» https://caserta24ore.blogspot.com/2026/03/formia-convitto-celletti-la-lezione-di.html @fediverso@flipboard.social
Formia. Convitto Celletti, la lezione di salute: «L'unico bicchiere che non fa male è quello d'acqua»
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Formia. Convitto Celletti, la lezione di salute: «L'unico bicchiere che non fa male è quello d'acqua»

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· 6mo ago

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Domenica, con la Festa delle Palme, i cristiani ricordano l'ingresso di Gesù Cristo a Gerusalemme in groppa a un asino. Fu un gesto di ribellione nei confronti dei Romani e dei re giudei, che per gioco forza avevano accettato l'imperialismo di Roma. Con quel gesto, quell'ingresso, Gesù diede avvio alla propria passione che, nel giro di pochi giorni, lo portò a essere giustiziato sulla Croce dai Romani e dal suo stesso popolo. Gli ebrei mal tolleravano che un semplice falegname stesse raccogliendo intorno a sé tanto seguito. Quel che accadde nei secoli successivi è Storia; fu proprio grazie al martirio del profeta Gesù e dei tanti suoi seguaci che il Cristianesimo conquistò Roma. Sono passati due millenni e in quelle zone sembra di essere ancora a quei tempi. C'è un nuovo imperialismo, i re giudei sono stati sostituiti dagli emiri e ci sono persone che non vogliono essere governate da questo impero per motivi diversi. Ma quello che sta accadendo negli ultimi mesi in Iran è diverso da quanto avvenuto in Iraq, Afghanistan, Libia, Egitto...

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· 8mo ago

Antiche preghiere orali di Terra di Lavoro
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Religioni. Antiche preghiere orali di Terra di Lavoro
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Religioni. Antiche preghiere orali di Terra di Lavoro

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· 9mo ago

Liberare l’uomo dal ricatto del lavoro è la più grande rivoluzione dell’umanità contemporanea
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Liberare l’uomo dal ricatto del lavoro è la più grande rivoluzione dell’umanità contemporanea
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Liberare l’uomo dal ricatto del lavoro è la più grande rivoluzione dell’umanità contemporanea

Dagli albori della Storia del mondo, il lavoro è stato considerato una punizione. Adamo ed Eva furono condannati a lavorare sulla Terra per aver disobbedito. Nella Genesi si legge: “Perciò l’Eterno Iddio mandò via l’uomo dal giardino d’Eden, perché lavorasse la terra donde era stato tratto”. Adamo ed Eva sicuramente non sono mai esistiti, ma vero è il contenuto della loro storia. Lo è per il semplice fatto che qualcuno si è posto il problema del concetto di lavoro come punizione, fatica. E l’ha

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· 9mo ago

Caserta: mappati i ruderi del telegrafo borbonico di Chappe
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Caserta: mappati i ruderi del telegrafo borbonico di Chappe
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Caserta: mappati i ruderi del telegrafo borbonico di Chappe

Un'associazione di Calvi Risorta in provincia di Caserta, ha analizzato le varie coordinate di una cartina dei telegrafi ed è andata alla ricerca di quello caleno, scoprendo l’edificio su di un ...

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· 9mo ago

La paella è un po’ napoletana.
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· 5mo ago
Cartuccia numero 991989-2 – La 'truffetta' scolastica Non sono più giovane, ma neanche tanto vecchio, ho fatto il militare di leva e mi hanno insegnato a sparare e oggi qualche cartuccia posso ancora spararla! Il numero non è nessun codice di cartuccia reale, niente paura; si tratta di un semplice accorgimento per recuperare facilmente questo testo. ... ma devo stare attento alla rappresaglia, se il colpo lo sente chi ha la coda di paglia e mi cannoneggia con la querela temeraria? Per un momento ho pensato di non sparare questa cartuccia, ma l'autocensura non è roba mia. Allora ho pensato di usare un escamotage: mi invento un racconto, sposto l'arco temporale dei fatti, cambio qualche nome e via. Iniziamo! Dopo il dissolvimento dell'ex Jugoslavia, Palamov dirigeva di fatto un istituto per giovani studenti ai confini con l'Italia. La Slovenia aveva investito nell'educazione delle nuove generazioni, futura classe politica del nuovo stato. Palamov era stato un maestro elementare e aveva fatto parte della vecchia nomenclatura comunista locale; fu chiamato a ricoprire quel ruolo per la sua esperienza nel settore scolastico. Gli allievi pagavano una retta per frequentare l'istituto, non molto esosa ma neanche modesta. Vi si iscrivevano sia figli di famiglie agiate e borghesi che di lavoratori che a stento riuscivano ad arrivare alla fine del mese, con la speranza di vedere cambiata in meglio la situazione socio-economica dei propri figli. Altre famiglie, impegnate nella difficile corsa della vita, quando si accorgevano di trascurare l'educazione dei propri figli, la demandavano ad altri. Per molti anni le cose andarono benissimo: l'effetto della novità determinò un pienone di iscritti e soldi a volontà. Grazie alle sovvenzioni dello Stato, il costo del personale, le utenze per riscaldamento, energia elettrica e acqua era completamente azzerato. Le rette servivano solo per il vitto e per qualche attività extra che si offriva ai 'collegianti'. Lo Stato sloveno imponeva il pareggio di bilancio annuale, quindi eventuali utili non potevano essere accantonati e venivano spesi per il miglioramento e la manutenzione della struttura. Palamov era un uomo pratico che risolveva sempre i problemi in un modo o nell'altro. Era un abile mediatore e affabile adulatore che si faceva sempre ascoltare e trovava sempre una soluzione. Qualche fastidio arrivò all'inizio dalle organizzazioni sindacali che, accordandosi con i politici del nuovo Stato, inserivano nei ruoli pubblici chiave propri uomini che alimentavano un certo malaffare. Nell'istituto questo malaffare si manifestava nel piazzare a lavorare nella struttura lavoratori pubblici demotivati dell'ex stato jugoslavo. Col passare degli anni, le famiglie più povere che si erano indebitate per pagare le rette con la speranza di vedere formati i propri figli come futuri attori del nuovo corso si resero conto che il ruolo più alto al quale potessero aspirare i propri figli non poteva essere altro che quello di comparsa. Gli iscritti iniziarono così a diminuire; nella struttura non si faceva più manutenzione, non si investiva e gli avanzi di bilancio finivano nelle tasche di dirigenti e fiancheggiatori. Palamov se ne accorse e pensò al da farsi. Era entrata in vigore da poco nello Stato sloveno una legge che imponeva di effettuare i pagamenti verso la pubblica amministrazione solo ed esclusivamente attraverso una procedura digitale, comprese le rette degli allievi dell'istituto. Solo che la maggior parte delle famiglie dei giovani studenti era poco avvezza ad adoperare questi strumenti digitali. Palamov pensò di offrire un servizio alle famiglie: offrì uno sportello il sabato mattina, quando i padri di famiglia non lavoravano. Questi recandosi allo sportello firmavano una delega a Palamov che, in nome e per conto della famiglia, si occupava di effettuare i pagamenti digitali della retta. "Io sottoscritto, padre dell'allievo, con la presente delego il signor Palamov ad effettuare il pagamento della retta in maniera digitale in nome e per conto del sottoscritto e consegno brevi manu la cifra di $". Palamov la controfirmava e via alla prossima famiglia. Intanto l'istituto andava sempre più in malora; il sovrintendente era diventato vecchio e non si occupava più di controllare, i dipendenti si accontentavano dello stipendio dello Stato e le cose andarono così ancora per diversi anni. Se qualcuno faceva notare che c'erano famiglie morose, Palamov, in nome del vecchio comunista che era stato, replicava che bisognava garantire il diritto allo studio a tutti. Intanto, invece di effettuare i pagamenti in nome e per conto delle famiglie, se li metteva in tasca. (se interessa continua al link causa la limitazione dei caratteri su questa piattaforma) https://caserta24ore.blogspot.com/2024/06/libriamoci-il-racconto-della-settimana.html #libri #racconti #leggereInsieme @libri@mastodon.uno @feddit
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Libriamoci. Il racconto della settimana: "La scuola corrotta"

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· 5mo ago
La bomba atomica del Pakistan Tra gli alunni che ho avuto negli anni, ne ricordo uno arrivato dal Pakistan. Suo padre faceva l’ambulante sulla spiaggia di Jesolo durante l’estate; d’inverno, chissà dove! Con quel lavoro manteneva il figlio agli studi e inviava denaro alla moglie e agli altri rimasti in patria. Il ragazzo era un alunno modello: portato per la matematica, disciplinato, capace di esprimersi in un inglese corretto. Alla fine dell’anno scolastico, ormai 18enne partì. Tornò in Pakistan perché doveva sposarsi. La promessa sposa, una ragazzina di quattordici anni, gli era stata destinata quando lui aveva la stessa età e lei appena dieci, prima che partisse per l’Italia. Vivevano in un villaggio alla periferia di Islamabad, dove i legami familiari si stringono per conservare la compattezza del clan. Lì, le donne contano poco, o comunque meno che in altri Paesi come la Turchia o l’Iran. La notizia suscitò inquietudine a scuola. Una professoressa chiese la convocazione di un collegio straordinario: secondo lei, si trattava di una situazione contraria ai diritti umani, che avrebbe dovuto essere segnalata alle autorità per non farlo partire Prima si tenne un preconsiglio, e ben presto emersero due posizioni: da una parte chi voleva intervenire, dall’altra chi sosteneva la necessità di non interferire, di rispettare usanze che appartenevano a un altro contesto culturale. Alla fine prevalse questa seconda linea. Shani, così si chiamava, tornò in Italia già sposato, ripercorrendo la strada del padre: lavorare lontano da casa per sostenere la famiglia rimasta indietro. Ripensando oggi a quella vicenda, così ordinaria e insieme così distante, mi sorprendo a cogliere un pensiero più ampio: forse anche per questo il Pakistan non viene preso di mira dalla nostra civiltà occidentale. A fare da argine non sono solo le differenze culturali, ma qualcosa di molto più concreto: il deterrente della bomba nucleare (foto repertorio) (fonte un professore) https://www.facebook.com/61572112385096/posts/122111564618737079/?app=fbl
Nicandro Izzo
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Nicandro Izzo

La bomba atomica del Pakistan Tra gli alunni che ho avuto negli anni, ne ricordo uno arrivato dal Pakistan. Suo padre faceva l’ambulante sulla spiaggia di Jesolo durante l’estate; d’inverno, chissà...

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· 4mo ago

Questa non è una scena da paese tropicale. È l’Italia, nel 2026, in un convitto pubblico. Mentre si parla di “scuola estiva”, di “anno scolastico prolungato”, di “didattica innovativa”, nessuno sembra chiedersi: come si studia a 38 gradi? La scuola italiana ha investito milioni in lavagne interattive, tablet e piattaforme digitali… ma

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Scuola. Aule roventi: il paradosso climatico della scuola italiana
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· 5mo ago

La tassa (occulta) di guerra è di 1300 euro l'anno

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La tassa (occulta) di guerra è di 1300 euro l'anno
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· 5mo ago

L'immagine di un'ancora nei resti di un dipinto all'ingresso di una grotta di San Michele rende una testimonianza eccezionale del culto micaelico longobardo in Campania
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Monti Trebulani.
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Monti Trebulani.

Ed è proprio il particolare di una piccola ancora, fotografata da un escursionista lo scorso 1 maggio, dimostrerebbe che quel che resta di un dipinto all'ingresso della grotta carsica sul sentiero che dal comune di Rocchetta e Croce porta all'eremo di San Salvatore è Longobardo. La posizione all'ingresso della grotta è tipica dei santuari longobardi: simboli apotropaici o dedicatori all'entrata, avevano una funzione protettiva contro il male (Michele come combattente del demonio), il colore ross

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· 5mo ago

In un piccolo borgo di montagna della provincia di Caserta, la Messa domenicale scivola inevitabilmente nel grottesco. Davanti a una ventina di fedeli, un parroco ultraottantenne celebra la liturgia segnato da evidenti decadimenti cognitivi dovuti all’età: perde costantemente il segno nel messale, sfoglia le pagine avanti e indietro in stato di confusione, conclude l’omelia per poi ricominciarla daccapo, intrappolato in un loop temporale che dilata il rito a dismisura. La scena è resa ancora più critica dal rifiuto ostinato di qualsiasi aiuto. Diaconi e parrocchiani provano a intervenire, a suggerire il passo successivo o a semplificare la cerimonia, ma il parroco respinge ogni assistenza, mosso da un orgoglio ferito o da una piena incomprensione della realtà. È l’immagine della solitudine di un clero anziano lasciato a se stesso: la Curia, stretta dalla morsa della carenza vocazionale che svuota i seminari italiani, non ha forze fresche da inviare nelle piccole parrocchie periferiche e mantiene in servizio uomini ben oltre le loro capacità psicofisiche. La memoria a breve termine cede, l’orientamento si perde e il sacro diventa involontariamente teatro dell’assurdo. Questo non è un caso isolato, ma il sintomo estremo di una Chiesa che, nelle aree interne del Sud, fatica a garantire la dignità del rito e il benessere spirituale dei fedeli. Mentre le statistiche vaticane confermano il crollo delle ordinazioni in Europa, nei borghi come questo la fede resiste, ma la celebrazione rischia di diventare una prova di resistenza insostenibile, dove la devozione si scontra con l’incapacità di chi dovrebbe guidarla. La soluzione non può essere l’abbandono a se stessi di parroci malati, ma richiede un ripensamento coraggioso della presenza ecclesiale nelle aree che si spopolano, prima che il grottesco soffochi definitivamente il sacro.

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Caserta. Chiesa, quando la carenza di vocazioni trasforma la Messa in una commedia grottesca
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Caserta. Chiesa, quando la carenza di vocazioni trasforma la Messa in una commedia grottesca

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